Sandro, un ragazzo per bene

2 Posted by - 20 novembre 2016 - Editoriali

Lo sforzo di pensare ad altro è d’obbligo. La testa non può rimanere tra quelle lamiere. Ma l’anima non ha molte regole a cui appigliarsi. Tenta di non farsi schiacciare dal dolore. E prova a cantare, a dare alla giornata una colonna sonora, per ricordare la musica, non il lamento dell’addio.
Sandro, nel giorno in cui sei andato via mi echeggia dentro “Hallelujah” di Leonard Cohen. E tra le mille versioni che di questa dolce melodia sono state fatte, scelgo quella accarezzata alla chitarra di una mia amica, la sua delicatissima “esplosione di luce in ogni parola”. Diventa quasi una ninna nanna che scandisce le ore che passano, che accompagnano i ricordi di chi ha un racconto bellissimo su chi sei sempre stato e il pianto di chi, pur conoscendoti poco, si è sentito tradito dalla vita.
Ma con questa vita tu hai sempre dialogato alternando ai sorrisi un gioioso passo di danza latina. Probabilmente quindi neanche adesso riusciresti ad arrabbiarti con il destino che ti ha fermato lì, su quella strada. Cosa ti ha fatto sbandare? Cosa è davvero successo? Poco importa. Il tuo cammino nella dimensione dell’infinito è iniziato. E nell’infinito si moltiplicherà d’ora in poi la tua semplicità, si amplificherà la tua ironia e si accentuerà la tua umiltà.
Certo, in che modo la tua famiglia possa adesso trovare pace, non è quesito da poco. Ricominciare è un verbo faticoso e, a seconda dei punti di partenza, triste, già masticato dal tempo che rigurgita ferite senza preavviso. Come ricomincerà Roberta con cui avevate costruito già quella che sarebbe stata la vostra casa? Come ricominceranno le persone che ti avevano accanto tutti i giorni, i tuoi fratelli e le tue sorelle, come ricominceranno i tuoi nipoti che tanto ti veneravano, giovane e forte, divertente e altruista?
La tua Galatina oggi non si capacita di non vederti più in giro per la sua piazza o al bar a sorseggiare un caffè con gli amici. Non si capacita di dover salutare un altro suo figlio, un ragazzo per bene.
Ecco, ritorna a farsi sentire quell’Hallelujah. Spero che stia cullando anche te, nel sogno di un domani in cui i confini con l’altrove saranno nulli e ci si riabbraccerà.

 

Pubblicato su Galatina.it il 18 novembre 2016

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