Sempre e per sempre

1 Posted by - 16 ottobre 2016 - Editoriali

Senza una fine, talvolta senza nemmeno un inizio. Non c’è avverbio più affascinante di “sempre”. Si pone tra due niente o tra due tutto, a seconda dell’interpretazione che gli si voglia dare. Non lo si riesce a toccare. Il suo significato ci attraversa divenendo impalpabile, al punto che ci si chiede se sia qualcosa di reale o meno.
Eppure lo usiamo costantemente. Non c’è giornata in cui non spunti per sottolineare la ripetitività di un’azione, il perdurare nel tempo di un pensiero, un’aspettativa, un sentimento.
Ma è davvero così? Termina anche la cosa più naturale e quotidiana del mondo, il respiro, talvolta in momenti inattesi. Come può andare oltre un sentimento? Eppure ce lo giuriamo. Nella consapevolezza che non ci sono certezze sul futuro, ci diciamo “ti amerò per sempre”. Tante, troppo volte queste parole si sgretolano sotto il piccone della vita, tra le mani della fragilità umana che cede alle tentazioni, si lascia sopraffare da futilità, ci distoglie dal nostro cammino. Ma ci sono quelle coppie che alla promessa di un legame eterno donano la pienezza di un cuore che non si stanca di battere per l’altro.
Allora forse il “sempre” esiste, deve solo fare i conti con le diverse forme che può prendere l’oggetto di quel moto verso l’infinito. L’amore può essere eterno. Può addirittura non aver avuto un inizio perché era lì, nell’animo, da prima ancora che si aprissero gli occhi per vedere e lasciarsi andare all’emozione. L’amore può essere per sempre, anche se non si esprime allo stesso modo in ogni occasione, perché il tempo e lo spazio lo mettono a dura prova.
Non si arrende dinanzi a un insulto, a un silenzio, a una disattenzione, nemmeno dinanzi a una dipartita. Sì, l’amore è in grado di andare anche oltre la morte.
“Amore non è amore se muta quando trova mutamento nell’altro, è un faro sempre fisso nella tempesta”. Quanta poesia, caro Shakespeare. La fermezza del cuore è però una realtà troppo distante dagli uomini e dalle donne del nostro tempo.
Non diamo il giusto peso a quello che proviamo, trattiamo alla leggera i patti che stringiamo, anche quelli fatti davanti a Dio. D’altra parte anche per la fede il “per sempre” appare labile. Viene messa in discussione a ogni difficoltà e cestinata quando le cose non vanno come desideriamo.
Beato allora chi riuscirà a stare “sempre e per sempre dalla stessa parte” senza lasciarsi scoraggiare dagli eventi. Senza una fine, talvolta senza nemmeno un inizio. Ecco, per quell’anima sarà più semplice riconoscere l’eternità che aspetta il giusto.

Pubblicato su “in Dialogo” di ottobre 2016

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