Conta la musica

1 Posted by - 14 luglio 2016 - Scrittoio

Davanti a un corpo fragile, martoriato dalla malattia, carta velina su un roveto ardente, tentare una carezza è un azzardo. C’è solo una mano tanto leggera quanto dolce, sicura e amorevole. La mano della musica.
Claire Oppert lo sa. Violoncellista di professione, la donna ogni venerdì va nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sainte Perine a Parigi. Porta con sé il suo garbo, la sua pietas e naturalmente il suo strumento.
Fa fare tutto a lui, lascia che quelle corde non raccontino speranze e illusioni, ma accompagnino i malati terminali nella serenità di un mondo universale e bello che solo la musica può creare.
Che immagine grandiosa e straziante allo stesso tempo! Come se il coraggio si facesse forza di note pizzicate e penetranti per schiacciare l’amaro di una paura umana, quella del non esserci più.
La musica riesce a sovrastare il pianto, prepara il sentiero di un cammino diafano in cui la luce scrive un nuovo pentagramma ed è preludio per un domani nuovo, senza più dolore.
L’amore per il prossimo può attingere a un linguaggio unico ed emozionante, privilegio di chi ha orecchie gentili per ascoltare davvero e cuore tanto grande da non temere malattia.

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