O il silenzio o il canto

1 Posted by - 13 maggio 2016 - Editoriali

Non c’è altro modo per dialogare. O il silenzio o il canto. Non riesci a capire cosa il deserto prediliga. In un modo o nell’altro ti restituisce un’eco, attraverso la sabbia e il vento.
Ti spettina e ti stordisce. Per giorni sei senza specchio, ma a riflettere ti ritrovi quasi costretta. Ti svuoti e ti riempi. Tutto ciò che è fuori è lontano e tutto ciò che è dentro ti appartiene con maggiore forza.
Ti ritrovi a scrivere con il dito sulla curva di una duna ciò che vorresti volasse via, ma ti accorgi che l’ombra di quel solco rimane imperterrita. Forse non è da lasciare andare?
Allora smetti di stare zitta e canti, mentre agli amici berberi la tua voce appare come un accompagnamento nuovo alla classica sera intorno al fuoco. Non comprendono le parole, ma la musica appartiene anche a loro. Appartiene anche al deserto.
Un apparente niente che riempi con la tua presenza, con il carico che hai portato lì dal luogo da cui arrivi, dalla persona che sei.
O il silenzio o il canto. O il rumore dell’anima o la dolcezza delle note.
Qualsiasi strada tu scelga, il Sahara risucchia molto più di un desiderio e restituisce al mondo molto più di un cambiamento agognato.

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