L’ultima messa, il primo giorno

1 Posted by - 2 gennaio 2016 - Il dubbio

Chissà perché all’ultima celebrazione liturgica dell’anno ci si ritrova sempre in pochi, sempre di meno. Colpa della fede che entra ogni volta più in crisi? Sicuramente non è aiutata dai contorni poco umili che minano di continuo la fiducia nella Chiesa. E per tanti è difficile distinguere tra credere in Dio e credere in chi quello stesso Dio lo serve e rappresenta in Terra. Ma non sarebbe strano pensare che l’ultima messa venga disertata perché è forse l’unico vero momento che si concede al famoso personale bilancio annuale. Non tutti ne vogliono davvero fare i conti. I segni “meno” sono in aumento rispetto ai segni “più” e non perché siamo pessimisti di natura, i fatti parlano chiaro. Troppa gente non c’è più. Troppi vuoti sono rimasti senza un sorriso che potesse riempirli. Troppi viaggi non si sono intrapresi, troppe fotografie non sono state scattate. Troppi libri non scritti, troppi strumenti musicali non accordati. Troppe lacrime su letti di attese, troppe speranze accantonate perché prese a schiaffi dall’indifferenza e dalla disattenzione.
Perché fare dunque un bilancio di tutto questo? Perché rigirare il coltello nella piaga?
Eppure nel primo giorno del nuovo anno ci ritroviamo a ricaricare lo zaino di nuovi viveri e di qualche sogno nuovo. O rispolverato. E se siamo quelli che siamo, pronti a ripartire, ancora una volta, lo dobbiamo proprio a quel bilancio disgraziato, incomprensibile in mille parti, ma che ci ha resi gli uomini e le donne che oggi stanno mettendo il piede nel 2016. Già dalle prime ore spunteranno gli interrogativi che ci faranno dubitare del domani, ma non molleremo la presa, qualsiasi sia l’appiglio a cui ci terremo aggrappati.
Ecco il segreto per non avere paura. Tenersi stretti. A un amore, quello del “per sempre”, anche se non sa di esserlo; a una certezza, quella di una famiglia che c’è nonostante le nostre follie; a un obiettivo, stravagante o più che mai concreto; a un amico, che non fa domande, ma ti guarda negli occhi e ti regge l’anima.
Teniamoci stretti il valore che questa vita a volte ci nasconde anche in angoli molto bui. Teniamoci stretti quello che possiamo diventare ogni giorno, se lo vogliamo.

 

Pubblicato su Galatina.it il primo gennaio 2016

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