Vomito cuori

2 Posted by - 21 dicembre 2015 - Scrittoio

Non ho più occhi innocenti. Si sono adombrati già da un po’, da quando l’essere umano non è più essere umano e calpesta selciati di solitudine. Qua e là una macchia di sangue. Poco più avanti un burrone troppo profondo in cui, come sassi in uno strano pozzo dei desideri, lasciamo cadere ogni dolore che ha accompagnato il nostro ultimo anno di vita, sperando che ne esca fuori un fiore. O un canto melodioso. Un segno qualsiasi di tempesta finalmente sedata.
Alla fine c’è un lago in cui a specchiarsi si fa fatica. L’acqua è torbida per la sporcizia che ogni giorno ci buttiamo dentro. Avvolti nella plastica o nascosti in uno scarico fetido, lasciamo segni profondi di inciviltà, un po’ di corruzione, tanto menefreghismo e stralci di coscienza.
Non ho più occhi innocenti. Ma se vomito cuori non è perché ho smesso di amare. Ho la nausea per gli amori non puri, per quelli che mettono la maschera del bene e dietro le spalle incrociano le dita, come a dire “non c’è niente di vero”.
L’autenticità dell’animo che freme nell’incontro con l’altro, che sorride nell’abbraccio, si commuove nel gesto di condivisione, spesso diventa stantia nell’abitudine all’ipocrisia, ai “se” e ai “ma” che bloccano la schiettezza di una solidarietà che sembra non appartenere più al dna degli uomini e delle donne del nostro tempo.
Tutto è costruito, calcolato, ammazzato prima ancora che abbia la possibilità di esprimere il suo lato più tenero.
Vomito cuori. Eppure non ho perso la fiducia nella felicità. E’ negli occhi di mia nipote. Quelli sì sono innocenti, quelli sì colgono il bello di una carezza, custodendola come il dono più prezioso della giornata. Quando arriva Natale la sua gioia si illumina ancora di più, come se Il Bambino le avesse acceso una candela in una stanza buia e si fosse accorta che mamma e papà non si sono mai allontanati da lei come invece credeva nell’incubo che l’ha svegliata.
La Nascita conforta, dà speranza. Anche laddove proprio non si riesce ad alimentare una fede, il silenzio della grotta rotto dal vagito del Redentore deve svegliare il nostro torpore e spingerci a ritrovare un angolo di innocenza. A tornare piccoli dentro.
Vomito cuori, ma vorrei fosse semina. Di serenità, pacatezza, lento racconto di azioni che puntano all’insieme, mai all’egocentrismo. Vorrei fosse Amore.

 

(nell’immagine un’opera dell’artista Banksy)

Pubblicato su “Accendiamo luci nuove” – Natale 2015

 

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