L’equilibrio sopra la follia

1 Posted by - 18 ottobre 2015 - Editoriali

È l’ora di pranzo. Un uomo è seduto da solo sulla panchina di una villetta in periferia. Parla, parla a un interlocutore invisibile ai più, gesticolando come se il discorso in atto dovesse portare alla risoluzione di un problema fondamentale per il mondo. Poco distante una donna cammina in ciabatte e vestaglia sotto il sole. Sta cercando un negozio, una signora dal nome incerto. E intanto cammina. Così come cammina un altro uomo sul bordo della tangenziale. E’ da ore che fa su e giù, senza mai alzare la testa da terra. Gli occhi sembrano assenti. O forse riflettono semplicemente il buio del suo cuore.
Quando ci capita di osservare queste immagini, è facile ritenere questa gente “poco normale”, proviamo anche un po’ di pena. I più insensibili si prendono gioco di lei. Eppure la vita ci sta quotidianamente dimostrando che normalità e follia si intrecciano così tante volte che spesso distinguerle diventa difficile. Ma difficile è la vita stessa che ci mette alla prova ogni giorno a livello personale, professionale, sentimentale senza contare quanto fragile sia il nostro animo.
Capita che le ossessioni trasformino le menti, creando squarci di non lucidità che portano ad azioni criminose senza ritorno. Così un ragazzo accoltella la sua ex fidanzata. L’amore estremo che amore non è.
Un lutto improvviso, grave, un colpo impossibile da attutire per un genitore che perde il figlio. E ci si spegne pian piano, viaggiando in un altrove che non esiste, lontano dalla realtà che non interessa più.
Un lavoro perso o mai trovato, la convinzione di non poter mai realizzare nulla. Si impugna una pistola e si fa del male, agli altri o a se stessi. Con qualcuno bisogna pur prendersela.
Sono tutti quadri che riteniamo animati dalla follia, una vera e propria mancanza di adattamento alla società e alle sue convenzioni. Qualcosa che pensiamo non ci appartenga e non ci apparterrà mai.
Eppure tante, troppe cose minano la forza interiore che ci consente di affrontare l’oggi. Rabbia, disperazione e delusioni costantemente ci ricordano che niente è certo.
Davanti agli ostacoli che la routine già ci mette sul cammino, mi domando se non sia il caso di rendere più semplice quello che è in nostro potere fare. Considerare anormale solo chi è violento e non chi è diverso da noi. Non dimenticarsi di chi è solo. Non vivere solo nel dovere, ma inserire nelle proprie giornate anche una bella dose di piacere, un pensiero a se stessi.
La prudenza e l’onestà siano compagne del nostro viaggio. Non risolveranno i mali di questa Terra, ma ci aiuteranno a mantenere integro il più possibile il nostro equilibrio sopra la follia.

(in foto: “J. Capogna – L’equilibrio sopra la follia, pittura”)

 

Pubbicato su “in Dialogo” di ottobre 2015

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