Toccare il cielo. Solo per dieci minuti.

1 Posted by - 19 ottobre 2015 - Editoriali

Di fronte, proiettati l’uno verso l’altra. Prima gli sguardi, poi la vicinanza. Infine il bacio. Sono solo dieci minuti, dieci minuti di volo oltre ogni limite terreno. Dieci minuti di amore. Poi si allontanano nuovamente e tutta la magia si spegne. Sono Ali e Nino, due giovani profondamente legati, ma destinati a non stare insieme. La loro storia è celebrata dall’omonima scultura in movimento, unica nel suo genere, che si trova sulla spiaggia di Batumi, in Georgia.
E’ l’opera di una artista georgiana, Tamara Kvesitadze, che ha creato un’installazione eccezionale con queste due statue, alte circa 8 metri, che ogni sera, verso le 19, prendono vita. Si muovono l’una incontro all’altra, calamitate dall’amore. Ma la loro è una storia triste: i due giovani sono divisi dalla religione, dalla cultura, dagli eventi storici, dall’etnia. Ali è un musulmano dell’Azerbaijan, Nino è una principessa cristiana della Georgia. Il loro bacio è solo un attimo di eternità che si sgretola non appena la realtà li richiama all’ordine.
La visione è più che mai suggestiva. Nella fusione dei due corpi c’è un carico emotivo difficile da esprimere. Passano l’uno attraverso l’altra, il loro battito si immagina all’unisono e non si può non identificarsi con quella storia, non si può non pensare a quella volta in cui solo la pelle è stata limite all’eccellenza di un sentimento che sublima l’anima, per chi ha avuto la fortuna di provarlo. Ma Ali e Nino, in un attimo, si danno le spalle e si abbandonano.
In questa sequenza vediamo proiettati tutti i grandi amori che i tempi, il potere o le ipocrisie hanno impedito, castrato, soffocato. Amori che spesso si sono trasformati in tragedie.
Ogni giorno, in ogni angolo del mondo, persone che si amano non possono darsi amore nella libertà che la parola stessa racchiude in sè. Devono vivere la felicità, spesso obiettivo utopico dell’oggi, nel nascondimento, nelle ombre di una vergogna che non ha motivo di esistere. Dalla bellezza nasce così la rabbia, la violenza cambia i connotati alla gioia del darsi. Impedire a due persone di amarsi nella serenità di un sentimento, puro nel momento stesso in cui è vero, spontaneo e non costruito, è un terribile atto di malvagità e di incoerenza con lo spirito da cui il genere umano è stato generato.
Non tutti possono dire, nella propria esistenza, di aver toccato il cielo. A chi ci riesce non tagliamo le ali. Lasciamo che voli. Per più di dieci minuti.

 

Editoriale pubblicato su Galatina.it del 19 ottobre 2015

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