Per cento volte ti ameremmo

2 Posted by - 11 agosto 2015 - Scrittoio

Te lo sarai chiesto, come in fondo se lo chiede ognuno di noi: “cosa diranno di me, quando non ci sarò più?”. Chissà se le risposte che ti stanno arrivando sono quello che ti aspettavi. Chissà se anche stavolta stai trovando il giusto appunto da fare a chi dà fiato alla bocca senza pensare o a chi sta sempre troppo zitto. Il tuo pasticciotto è stato menzionato così tante volte che non avresti approvato un uso così poco attento del nome del tuo “figlio prediletto”.
Noi sappiamo solo che stasera il cielo ha parlato con il suo linguaggio più chiaro, quello della pioggia e che il basolato di via Vittorio Emanuele sta facendo un’eco troppo forte ai passi che si avvicinano alla saracinesca abbassata.
Hai scritto una storia che è memoria di una città, non solo ricetta segreta di una prelibatezza. La disinvoltura con cui hai accolto un premio nobel come Saramago o l’estro con cui a Luxuria hai raccontato la verità sulle tarantate sono tracce di te che non si perdono. Se tu morissi cento volte e cento volte rinascessi, per cento volte ti ameremmo, e questo legame tra te e noi non perderebbe mai di intensità.
Sapevi tutto dei tuoi concittadini. Odiavi l’ipocrisia, la falsità, l’immobilismo, la saccenza, ma avevi sposato Galatina con tutti i suoi difetti e l’avevi innalzata a “reggia del Salento” in cui il suo re godeva di un rispetto che solo ai maestri viene concesso incondizionato.
L’ironia è il volto che più ti si addice. Quello burbero è solo una maschera che conservavi per chi non voleva comprendere.
Il tuo nome non è adatto a un manifesto silenzioso e triste, ma è destinato all’angolo più dolce del cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerti. Anche solo per un baciamano.
Grazie Andrea Ascalone.

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