Il ricordo è un dono d’amore

1 Posted by - 22 giugno 2015 - Editoriali

“Non pensare a lei. Ricordati di lei”. Sembravano strane come parole, soprattutto nel contesto in cui erano state pronunciate. Un prete che celebrava un matrimonio si è rivolto così allo sposo, invitandolo a vivere ogni giorno il ricordo della sua sposa.
Perché? Cosa vuol dire? “Un fatto nella vita che sia ricordato, è già entrato nell’eternità”, spiegava il filosofo Kierkegaard. E allora ho capito. Ricordarsi di qualcuno significa dargli una carezza che non svanisce nel momento in cui si smette di rievocare un’immagine o un fatto.
Il ricordo è un dono d’amore, qualcosa di intimo e affettivo, sviluppato da qualcuno che non è indifferente. Diverso dalla memoria, che può essere pubblica e storica, semplice scrigno di date e di fatti, il ricordo è poesia. Il ricordo, lo dice la parola stessa, significa “richiamare in cuore”. Ed è proprio questo tornare nell’anima che fa rivivere quel sentimento o quella esperienza. È il modo che abbiamo per non perdere niente e nessuno di quello che va via da noi in maniera naturale nel corso della nostra vita.
Ecco allora che nel ricordo troviamo rifugio quando il distacco da un nostro caro appare insormontabile. Il “mai più” ci schiaccia come un macigno e non riusciamo a guardare al di là di questo pensiero triste. Ma ogni volta che richiamiamo in cuore un momento, con le sue sensazioni di dolcezza e i suoi attimi di gioia, rendiamo immortale quella persona a cui continuiamo a volere bene senza confini di tempo o di spazio.
Non è solo una consolazione. Il ricordo rende indistruttibile l’amore che prende la consistenza di un abbraccio, di uno sguardo, di una parola che hanno segnato la nostra vita arricchendola con emozioni che non possono morire.
Il ricordo non è però un fatto eccezionale che ha senso solo negli addii-non-addii; è un atto del fuoco che abbiamo dentro e che deve far parte della nostra routine. Una trepidazione che commuove e mette in moto le nostre palpitazioni con delicatezza.
Lo sposo deve dunque ricordarsi continuamente della sua sposa, nella consuetudine, nella normalità, affinché quella nostalgia che proverà nel farla ogni volta rivivere in sé possa diventare la culla della sua felicità. Così la sposa deve ricordarsi di lui per tenere sempre alta la consapevolezza del passo compiuto, della decisione di una condivisione che va oltre il cammino quotidiano, rendendo indissolubile quel legame prezioso.

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