#ringraziaundocente

1 Posted by - 25 maggio 2015 - Editoriali

I supereroi di oggi non hanno il mantello. E nemmeno una maschera in viso. Si portano dietro una borsa in pelle spesso sgobbata da libri e scartoffie varie. Si vestono a volte in modo troppo serioso, quasi fosse una divisa imposta loro dal ruolo. Difficile che non abbiano gli occhiali, se non sul naso di certo appesi al collo o pronti all’uso accanto a fazzoletti, portafoglio e agenda.
I supereroi di oggi sono i professori, i maestri di scuola, coloro che quotidianamente combattono la dura battaglia della cultura cercando di oltrepassare la coltre spessa di tomi e volumi di materie più o meno utili per guardare in faccia la vita, con le contraddizioni e le paure che uno studente si trova ad affrontare. A qualsiasi età.
Sono stati davvero innumerevoli sul web i messaggi dell’iniziativa #ringraziaundocente che invitavano chiunque a scrivere sui social network una frase di gratitudine e stima per un insegnante che ha in qualche modo segnato la propria esistenza. Perché di questo si tratta. Di lasciare un segno. Non tanto di essere in grado di spiegare questa lezione di latino o quel problema di matematica. Far aprire gli occhi a chi ha difficoltà a guardarsi intorno, indirizzare chi si smarrisce nella futilità, trasmettere valori universali, anticamera di virtù fondamentali per la vita sociale.
Il mestiere tra i più bistrattati eppure dalla valenza enorme raramente riceve il giusto riconoscimento ed è per questo forse che nel tempo tanti si sono fatti prendere dallo sconforto, sbattendo il muso contro un’indifferenza generale nei confronti della scuola e in particolare degli alunni che prendono sottogamba il loro diritto/dovere allo studio. O forse è meglio dire “piacere”. Ma solo con l’addio ai banchi ci si rende conto di quello che realmente è il mondo della scuola, la sua rilevanza.
È bello, nonostante qualche battuta che non poteva mancare, leggere tra i messaggi riconoscenza e affetto. Dalla maestra che ti segue nel tuo primo sillabare al relatore della tesi di laurea, nel lungo, duro, ma bellissimo periodo della scuola si possono incontrare figure eccezionali di persone che aprono una nozione come uno scrigno e ne tirano fuori un tesoro di curiosità, un cannocchiale che guarda al futuro puntando al meglio, sogni da realizzare con costanza e disciplina. E un pizzico di giusta follia.
Io non sarei quella che sono senza gli sguardi, le parole, i sorrisi e i rimproveri di chi ha guidato quasi inconsapevolmente il mio cammino nel difficile periodo dei 15 anni. Non avrei amato così la scrittura, la poesia, il passato che plasma il presente. Il mio “grazie” parte dal cuore e punta dritto al cuore di chi è presente accanto a me ancora adesso, in tutto quello che faccio.
I supereroi di oggi amano ciò che fanno. E fanno innamorare.”

Pubblicato sul mensile “In dialogo” di maggio 2015

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