Con gli occhi trasparenti di un bambino

1 Posted by - 24 febbraio 2014 - Editoriali

Io non so parlar d’amore”. Ma i bambini sì. In una semplicità disarmante, davanti alla quale qualsiasi dissertazione tra adulti desiderosi di dare sempre un nome alle cose crolla miseramente. Lavinia, Francesco, Andrea, Sara, Tancredi, bambini di sei, sette, dieci anni che non hanno bisogno di pensare troppo: “l’amore è quando due persone si vogliono bene”. Come non essere d’accordo? Ma se a volersi bene fossero un uomo e un altro uomo o una donna e un’altra donna? “L’importante è che uno riesca a innamorarsi”. Silenzio, please.
Poi, per carità, per qualcuno l’immagine non è così immediata. “Mi sembrerebbe strano – dice una piccola – ma se si amano tanto come dicono, io sono contenta”.
Chissà se il video, in cui questi bambini ci ricordano la libertà e la bellezza del sentimento per eccellenza, è arrivato anche dalle parti di Putin, lì, nella Russia intenta a giocare tra le speranze simboleggiate dai cerchi olimpici e il freddo della neve, calpestando l’orgolio e la sensibilità degli omosessuali. E non solo. Messin in un angolo, picchiati, trattati alla stregua dei pedofili, condannati a una vita di ombre e infelicità per non vender cara la pelle. Uomini e donne giudicati da altri uomini e altre donne che provano a mettere un filtro di etica, morale e perbenismo tra due sguardi che si cercano, due mani che costruiscono insieme, due passi che si muovono l’uno verso l’altro e poi accanto, sulla stessa strada. A chi appartengono quegli sguardi, quelle mani, quei passi? Importa solo a chi crede nell’onnipotenza di schemi fuori dai quali si dice ci sia solo l’inferno. Scordando che intolleranza, supponenza e violenza bruciano in terra più delle fiamme degli inferi.
Papa Francesco, riflettendo sulle coppie gay, parla di sfide educative nuove che una generazione in continuo cambiamento pone. Cercare di comprenderle e viverle, senza il dito della condanna, è una missione che non si può non chiedere alla Chiesa, “casa di tutti”; al Governo, promotore dei bisogni di chi lo vota; all’umanità, troppo spesso lontana dal valore dell’accoglienza. E cieca.
Scriveva don Andrea Gallo: “Riusciremo ad accettare l’amore omosessuale e la differenza di genere solo se in noi, nell’animo, avverrà una mutazione profonda, direi quasi un passaggio di liberazione. Le istituzioni e le leggi, poi, si adegueranno di conseguenza”. Chissà.

Pubblicato su “..in Dialogo” di febbraio 2014.

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1 Comment

  • salvatorecito 11 aprile 2014 - 15:08 Reply

    Facciamo,che oggi….fosse Pasqua,ma oggi non l’ho e’…..bensi tra 9 gg.
    Ed allora cosa bisognrebbe fare?
    Bisognerebbe fare ed augurare cosa?
    Buone feste….ed allora?
    Giungano da Lamberto,Enrica ed il sottoscritto…..augurissimi di festa pasquale,e non ingozzatevi d’uova al cioccolato…..ahime’fanno “maluccio”…..buon di tutto.
    P.S.oggi 11-4-’14 si protrae mostra del M°A.Campa in quel di via Galatone,bar Coral…..ore 19,00 verra’prof.G.Botrugno ex-pres.te pro-loco Salento (io erroneamente ho scritto che lo era…non piu’)…..bye!!!

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